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Recensioni

Titolo Originale:Tenkū no Esukafurōne
Autori: Hajime Yadate e Shoji
Kawamori
Titolo Italiano: "I Cieli di Escaflowne"
Messa in onda curata da: Sunrise
Totale Episodi: 26
Trasmesso in Italia:su Mtv nel 2001
Gaea, un pianeta dal quale è
possibile osservare sia la Luna che la Terra stagliarsi nella volta celeste, è
la landa immaginaria dove si sviluppano i 26 episodi de "Tenkū no Esukafurōne"
il bellissimo anime di Hajime Yadate e Shoji Kawamori anche noto come "The
Vision of Escaflowne" ed italianizzato ne "I Cieli di Escaflowne".
Nato in principio come manga, ha visto il successo in prevalenza proprio per le
puntate televisive (successivamente ne verrà prodotto anche un OAV), che in
Giappone andarono in onda nel 1996 per conto della Sunrise, mentre in Italia si
è dovuto aspettare MTv nel 2001.
I suoi personaggi sono caratterizzati da un insolito naso allungato, che però
non stona minimamente con i visi ben definiti e le corporature snelle che i
creatori hanno loro attribuito; gli scenari sono curati nel dettaglio, con paesi
ricchi di particolari e vallate rigogliose e verdeggianti. Ma vi è anche estrema
finezza nel disegnare armi da guerra e robotici guerrieri; sì, perché è proprio
con l’ausilio di automi comandati da persone che si combatte su Gaea, automi
noti come ‘Guymelef’. Il più importante fra questi, capace di mutarsi anche in
drago, è l’Escaflowne, nel cui Energist, che ne è il cuore, scorre il sangue del
re di Fanelia, Van Fanel ('Ban Fanel' nella versione nipponica) , il quale si
ritrova a dover fronteggiare la terribile minaccia bellica dell’impero di
Zaibach.
Prima di essere investito sovrano, il ragazzo ha dovuto affrontare un orribile
drago ed a causa di un portale si è ritrovato a doverlo battere proprio sulla
Terra (che gli abitanti di Gaea conoscono come 'la Luna dell'Illusione'), in una
pista d’allenamento di Tokyo, dove una sua coetanea stava gareggiando per poter
ricevere il primo bacio dal suo sempai. La ragazza in questione è Hitomi Kanzaki,
quindicenne con doti paranormali che sfrutta grazie ad un ciondolo particolare,
donatole da sua nonna, e che le permettono di salvare la vita a Van, impedendo
che il drago lo uccida con una codata. Da allora, la sua vita sarà legata a
quella del giovane: verrà infatti trasportata con lui su Gaea e grazie ai suoi
poteri si ritroverà a cambiare di volta in volta le sorti di chi le sta vicino.
Alleanze e guerre, amore ed odio, amicizia e rinnego: questi saranno i leit
motiv di ogni puntata, di volta in volta scosse da rivelazioni inaspettate, come
legami di sangue e memorie nascoste. La voglia di lottare, di sperare che tutto
possa finire nel migliore di modi, di non arrendersi nemmeno dinnanzi alle
sofferenze più atroci: questo caratterizza la parte del bene, che vede il suo
perno proprio in Van. Discendente da parte di madre dell'ormai estinta stirpe di
Atlantide, dalla genitrice ha ereditato anche la sua vera natura di "Ryuujinbito":
all'occorrenza, può fare ricorso ad un paio di enormi e candide ali piumate che
ne vanno a caratterizzare la schiena, facendolo apparire agli occhi di Hitomi
come un angelo. Egli ha avuto un’infanzia segnata dall’abbandono e dal distacco
e di questo ne ha risentito crescendo, divenendo una persona che esterna poco i
suoi sentimenti; tuttavia, il carattere chiuso non gli impedisce di provare,
poco a poco, qualcosa per Hitomi, forse fin dall’inizio del loro incontro; ma la
ragazza ha la mente altrove e divide pensieri fra il suo sempai rimasto a Tokyo
e per Allen, un bellissimo cavaliere dalla folta chioma bionda e dai lucenti
occhi azzurri. Volente o nolente, lei però sente che il suo destino è in qualche
modo segnato dall’Escaflowne e, di conseguenza, da Van, che man mano diverrà
tutt’uno con il robot arrivando a provare sul suo corpo i danni subiti dal suo
Guymelef.
La storia prende molto, perché vede l’unione di elementi e sentimenti differenti
e lo scontrarsi di parti avverse e parti alleate per il compimento dei propri
interessi; vi è la classica lotta fra il bene ed il male, però proposta sovente
in maniera cruenta: centri abitati dati alle fiamme, innocenti costretti
all’esodo ed alla separazione, sangue che abbonda ora da una parte, ora
dall’altra. Ma c’è tantissimo spazio anche per l’amore, soprattutto quello fra
uomo e donna, e per l’eterno timore di non trovare l’altro disposto a
corrispondere i propri sentimenti. E piano piano si cresce: Van diventa giorno
dopo giorno più bravo nel combattimento e sempre più coraggioso; come lui stesso
dice, non darà mai le spalle al nemico. Hitomi, invece, soffre molto per le sue
visioni, la maggior parte delle volte presagio di morte, e le sarà sempre più
duro cercare di evitare che si avverino avvertendo in tempo gli interessati. La
sofferenza più forte la avverte ogni qualvolta il re di Fanelia è in pericolo e
ben presto comprende che il suo ciondolo è legato all’Escaflowne allo stesso
modo in cui lei è legata a Van. Il contatto fra i due è fonte di emozioni
indescrivibili: ognuno c’è per l’altro, e questo è di conforto sia per lei, che
si trova tanto lontana dalla Terra e dai suoi affetti, che per lui, orfano di
entrambi i genitori e fratello di un uomo passato dalla parte del nemico. La
sigla iniziale canta “Yakusoku wa Iranai”, ovvero “Non ho bisogno di una
promessa”; forse perché fra Van e Hitomi non vi è bisogno di alcun impegno di
non dimenticarsi reciprocamente, una volta che lei farà ritorno a casa.
Ammesso che non sia stato tutto un sogno, o, forse, un'illusione.
Recensione scritta da:
Utopia
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